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Progetto di turismo sportivo - rete d'impresa

turismo sportivo Jan 29, 2020

Recentemente mi sono trovato a discutere su più fronti riguardo lo sviluppo di progetti di turismo sportivo su scala provinciale. L'aspetto maggiormente critico che emerge quando si va a impostare il lavoro è sempre il medesimo: il contenitore.

Chi si farà carico di portare avanti il progetto? E quindi in ultima analisi chi ci metterà i soldi? Questa è la vera domanda che deve trovare risposta prima di fare qualsiasi studio preliminare. Domanda estremamente insidiosa.

Cerchiamo di dare delle possibili risposte. Perché mai un territorio dovrebbe puntare su un progetto di turismo sportivo? Perché il territorio ne guadagnerebbe in termini di fatturato. Il turista sportivo che sta un giorno su un territorio spende X Euro che potrebbero essere benissimo tra i 15 ed i 50 per una singola giornata fino anche a 250 Euro al giorno su soggiorni di più giorni (trasporti, mangiare, dormire, noleggi, guide...).

Se per esempio facessimo una media di 100 Euro al giorno per 1000 turisti sportivi, sul territorio arriverebbero 100.000 Euro. Credo di essermi spiegato.

Tenendo in considerazione questo dato di fatto adesso è più semplice capire quale può essere una risposta alla domanda che ci siamo fatti: chi ci mette i soldi? Le soluzioni sono solamente 2, i soldi possono arrivare dalle amministrazioni oppure possono arrivare dai privati.

Nel caso delle amministrazioni possono essere sfruttati gli stanziamenti provenienti da Comuni, Regione e fondi europei. Non vi nascondo che il processo è lungo e macchinoso e quando posso lo evito. La colpa non è della politica in senso stretto (non sta nell'assessore che non riesce a vedere il vantaggio della cosa) ma nella burocrazia.

Vediamo adesso la seconda strada che a mio avviso è la più intelligente da percorrere: i privati. Quando parlo dei privati intendo gli imprenditori che hanno attività sul territorio che traggono direttamente beneficio dall'arrivo dei turisti sportivi (ristoranti, alberghi, campeggi, gelaterie, impianti di risalita, negozi...). Anche qua però non è banale la situazione in quanto non è semplice far investire una persona che si ritrova a mettere dei soldi in un contenitore che poi lui gestirà solo in minima parte. Le forme di aggregazione tra imprese private non mancano, una su tutte può essere la rete d'impresa, che serve per dare vita al soggetto che avrà il compito di portare a termine il progetto.

Certo se ad una rete d'impresa si aggiungono le istituzioni si arriva al massimo. Credetemi che le situazioni di maggior successo in Italia legate al turismo sportivo sono strutturate come vi ho appena descritto, le imprese fanno squadra e le istituzioni (con i loro tempi) fanno la loro parte.

Ci sono alternative? L'alternativa c'è anche se andiamo a giocare al ribasso. In questo caso si tratta di una singola struttura ricettiva che da sola investe per un progetto su piccola scala. Anche in questo caso si possono avere risultati ottimi come già altre esperienze dimostrano.

Se hai un'attività ricettiva e vuoi approfondire il discorso puoi inviare una email a info@professioneoutdoor.com

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